Gli Young & Old su Parvapolis

Latina. Qui Doolin. Stefano Frollano: «Dodici anni fa ho suonato con Neil Young. E magari adesso in primavera tento di riprovarci ancora ...»

Davanti le Telecamere di Parvapolis Stefano Frollano, degli Young&Old ieri sera al Doolin. «Siamo già stati qui una volta e ritornare ci ha dato le stesse emozioni di allora. I gestori del locale sono molto carini con noi e sono amanti del genere. E questo è importante per crare il clima giusto all'interno della serata». Voi siete una tribute band di Neil Young. E tu hai suonato assieme a lui... «Una grande emozione sì. Dodici anni fa». E assieme agli Old ci sono anche gli young, come Gabriele Correddu al basso... «Uno strumento che amo. E in questo tipo di musica mi trovo bene. È la mia musica. Io sono un cultore del rock degli anni 70». Il basso è uno strumento fondamentale... «Direi che è portante, serve a correlare la batteria e le chitarre. Senza basso oggi si fa poco». Ci vuole molto esercizio? «No, l'esercizio e la tecnica sono relativi. È più importante la sensibilità che si ha con lo strumento e con la musica». Mauro Lopez alla batteria... «Non sono spagnolo. Sono italianissimo. Amo Neil Young grazie a Stefano, un amico di mio papà. Gli devo molto». E il tuo sogno qual è? «Non ho aspettative. Vedrò dove arrivare. Ora non ci voglio pensare».